“E’ una lotta dura ogni volta che affronto una tela, vado in giro e strappo, strappo, strappo. Mi piace molto recuperare colori e forme, soffrendo di pareidolia, vedo volti nei muri e nei manifesti lacerati, vedo animali, armi, scene di natura e penso che queste visioni si offrano a me per avere loro la possibilità di rendersi visibili agli altri. Con il tempo ho capito che c’è una verità nella carta, essendo materiale vivo ha una memoria, la carta assorbe gli agenti atmosferici e secondo me anche gli umori della città. Napoli è tutto e il contrario di tutto: città stratificata, accogliente, melting pot di culture, scura e luminosa, Napoli è lo strappo alla regola italiana e io mi sento profondamente lacerato, cerco di mettere ordine a questo caos. Napoli è una vibrazione a cui cerco di dare sembianze con La Pelle di Napoli.
Le opere di Dario Gaipa raccontano Napoli attraverso la pelle della città: quella dei muri, dei manifesti, delle tracce lasciate dal tempo e dagli sguardi.
La Pelle di Napoli, progetto fondante del suo percorso artistico, è un gesto rituale di strappo e ricomposizione, in cui l’urbanità diventa materia viva, emotiva, visiva.
La pratica di Gaipa è un mix di tecniche e linguaggi – collage materico, grafica, fotografia, parola e si può rimanere spiazzati davanti all’accostamento tra grafica digitale e strappo, armonie rassicuranti e pulite contro l’incertezza e il caos.
“Da un lato il desiderio di migliorare la composizione, la tecnica e il disegno dall’altro il gusto di essere istintivo, primitivo, naif.
Ascolto le voci di dentro, cammino leggendo segni nascosti, nel dubbio condivido con gli altri quello che vedo.”
La Pelle di Napoli si sviluppa in diverse direzioni, ci sono i decollage, grandi e piccole tele realizzate con i manifesti della città con cui Gaipa insieme a Maurizio Padula nel 2023 espone al Museo Archeologico Nazione di Napoli con la mostra “Mann Sgamat!”
I Vesuvius de Papel il più classico delle icone che nasce attraverso due soli strappi violenti e casuali, i cartoni rianimati dove l’artista recupera scatole di birre e liquori che usa come tela,e poi ci sono i progetti grafici, ironici e pop come V.I.P. Mask nato durante la pandemia e Logo Comune, piccole finestre sulla napoletanità.
…di logo comune
“Siamo partiti da ciò che tutti pensano di sapere su Napoli, dai luoghi comuni, dagli stereotipi consumati e familiari. Li abbiamo guardati con occhi diversi, cercando di trasformarli in piccoli simboli. Il cibo, gli attori, i cartoni animati, la cultura pop di fine millennio parla napoletano attraverso citazioni di film, neologismi ironici e slang, sono loghi ironici e affettuosi, finestre da cui sbirciare l’anima mutevole di questa città, un riflesso di quella leggerezza profonda che è parte della nostra napoletanità”
Gaipa non si limita a produrre opere, ma costruisce contesti.
Nel 2021 insieme a Maurizio Padula e Carlo Sales, fonda LLABBASC in piano centro storico a Napoli un laboratorio artistico e micro galleria di arte contemporanea aperto alla comunità che mira a fare dell’arte un processo partecipato, quotidiano, accessibile.
Nel 2024 grazie alla collaborazione tra Llabbasc e Libriciclando, piccola libreria indipendente, nasce Il cortile nascosto contenitore culturale che nell’ultimo anno ha proposto alla città quasi 100 eventi tra spettacoli teatrali, laboratori, performance musicali e mostre di altri artisti tutto in maniera gratuita.
Bio
1976: Dario nasce a Napoli.
2001: Nasce il primo collage dedicato alla tragedia dell’11 settembre.
2004: Studia grafica pubblicitaria e per due anni fa esperienza prima in un free press universitario e poi in una agenzia pubblicitaria.
2006: Inizia a lavorare al Corriere del Mezzogiorno come impaginatore, occupandosi anche del sito web, foto, video e copertine digitali.
2014: Fonda Racconti Sonori progetto di divulgazione musicale che racconta la scena cantautoriale della città attraverso video-interviste
2016: Crea l’evento Connessioni, un confronto tra artisti della scena musicale degli anni Novanta sull’evoluzione dal centro sociale al social network.
2018: Lascia il giornale e si dedica interamente alla ricerca artistica.
2019: Nasce il progetto La Pelle di Napoli, collage materici realizzati con manifesti strappati dai muri della città. Nascono anche i Vesuvius de Papel, opere ottenute da un unico gesto netto e violento.
2020: Durante la pandemia, crea la serie Vip Mask, collage digitali che ironizzano sull’uso delle mascherine.
2021: Fonda il laboratorio artistico Llabbasc nel centro antico di Napoli con Maurizio Padula e Carlo Sales. Collabora a progetti espositivi e attività comunitarie, inclusa l’iniziativa Il Cortile Nascosto con Libriciclando.
2023: Il Museo all’Aperto Progetto Paterno acquisisce alcune sue opere, tra cui collaborazioni con Padula. Nasce la mostra Mann Sgamat! al MANN, che rivisita statue e affreschi in chiave contemporanea.
2024: Partecipa a una collettiva presso Foqus nei Quartieri Spagnoli, esponendo dieci opere realizzate sul retro di manifesti pubblicitari, inaugurando una nuova fase creativa.
Presente: Conduce laboratori di collage per scuole, turisti e appassionati.